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FATTORE P
di Elisabetta Bilei
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16.10.2006
P come passione, come
partecipazione, come pazienza e come piacere. Perché è questo – e molto altro –
che Amanda Nebiolo dimostra di avere.
È una talentuosa contadina che
non giudica il giorno solo per il raccolto che ha ottenuto, ma soprattutto per i
semi che ha piantato.
Semi che sa non germoglieranno
subito, ma che, un giorno, daranno un frutto. O magari più d’uno che lei darà al
mondo, nella speranza che si chiamino pace, e tolleranza, e amore.
Se la pace fosse una
bambina, crede che sarebbe importante il colore della sua pelle?
Pace e discriminazione
razziale si posizionano agli estremi opposti di uno stesso spettro. Un'immagine
molto efficace è stata suggerita da Ndjock Ngana, un poeta camerunense che
scrisse:
Chi può
versare sangue nero, sangue giallo, sangue bianco?
Il sangue
di ogni uomo è solo rosso.
Disumano
chi lo versa.
Non chi lo
porta.
I diritti civili nel
mondo sono una margherita tra i sassi o un’orchidea in un campo fiorito?
Sono entrambe le cose. I
diritti civili sono un'orchidea in un campo fiorito nella più nobile delle
teorie, per diventare una margherita tra i sassi nell'oggettività della vita
quotidiana. Indipendentemente da quanto si pensa, la violazione dei diritti
umani non è confinata alle realtà ben note di Zimbabwe, Nepal, Guantanamo o agli
abusi perpetrati sulle minoranze Hmong.
Consideriamo, senza
addentrarci troppo nella storia, i diritti violati dei prigionieri politici a
fine anni '90, al termine del conflitto anglo-irlandese. Valutiamo anche
l'Italia dei nostri giorni, ad esempio con la condizione alienante, e fin troppo
discussa, nella quale vivono i detenuti all'interno degli istituti di pena.
Amnistia o non indulto, qualunque sia la posizione personale di chiunque in
merito alla questione, si tratta realmente di strutture sovraffollate e
regolate da una burocrazia carceraria ai limiti della decifrabilità, così come
denunciato di recente anche dalla Camera Penale di Cagliari. Negli stessi USA,
sui quali sventola la bandiera, talvolta strumentalizzata, della più grande
democrazia mondiale, nel 1920 è stata fondata l'ACLU (American Civil Liberties
Union), un'organizzazione non governativa tesa a difendere, ancora oggi, i
diritti civili e le libertà individuali all'interno del solo territorio
statunitense.
Scrivere
significa sapersi raccontare o saper raccontare il mondo?
Alcuni autori preferiscono
scrivere di sé, inserendo, in modo più o meno sfumato, la propria individualità
ed i propri vissuti all'interno dei libri che poi pubblicheranno. Altri
dimostrano il loro occhio attento sul mondo, riportando fatti, commentandoli,
descrivendo ed interpretando il contesto nel quale si svolgono. La scrittura è
un mezzo attraverso cui cervello ed anima esprimono se stessi, ed io non credo
in un confine netto tra cervello ed anima. Credo invece in un loro frequente
conflitto, nella scrittura come nella vita.
Se l’arte
fosse un colore, per lei quale sarebbe e perché?
Se l'arte fosse
necessariamente un solo colore, sarebbe il bianco, gravido dei sette colori
dell'iride, nonché sintesi di perfezione.
E se invece
l'arte non fosse di un solo colore, sarebbe un arcobaleno o la tavolozza di un
pittore?
Sarebbe un arcobaleno,
contemplato da chiunque e posseduto da nessuno.
Fare poesia,
oggi, significa essere creativi o coraggiosi?
Pensare di poter vivere di
poesia, più che coraggio è incoscienza. In termini matematici, direi che la
poesia sta al guadagno come l'Amore sta all'interesse. Creatività e tecnica sono
elementi che concorrono al raggiungimento del risultato, ma non si può
prescindere dall'interiorità, che deve essere libera per poter generare poesia e
non soltanto una speculazione linguistica in versi.
Se il suo
scrivere fosse un treno che messaggio veicolerebbe? E quale sarebbe la sua
stazione di arrivo?
Il mio scrivere è instabile e
in questo mi rappresenta. Non ho un messaggio, ma molte speranze ed una visione
positiva che prevale sullo scetticismo. Ci sono dati oggettivi che supportano
questo atteggiamento. Per fare un esempio concreto, le conclusioni di uno
studio pubblicate sul Sole 24 Ore dimostrerebbero come, tra il 1989 ed il
1997, le multinazionali abbiano cominciato a privilegiare in modo sempre più
significativo gli insediamenti all'interno di quegli Stati in cui le libertà
civili ed i diritti politici risulterebbero maggiormente tutelati, così come
anche un più elevato livello di sindacalizzazione dei lavoratori sembrerebbe
favorire, nei Paesi in via di sviluppo, un più netto afflusso di capitali esteri
destinati agli investimenti.
Io non ho una stazione
d'arrivo, perché riconosco un'oggettiva incapacità di pianificarmi la vita. Non
c'è alcun filo conduttore che unisce tra loro le esperienze che posso aver
fatto, ma solo la consapevolezza che, comunque sia, ne è valsa la pena.
Se oggi il
mondo potesse mettere un solo messaggio in una bottiglia, cosa pensa che
scriverebbe? E se potesse farlo lei, che parole lascerebbe?
Ovunque si vada, in qualsiasi
Paese ci si trovi a vivere, industrializzato o rurale, cattolico o protestante,
democratico o totalitario, il denominatore comune, ciò che ogni individuo chiede
è di poter essere ascoltato in quelle che sono le proprie necessità, le
personali cause di disagio, i propri argomenti di denuncia. Se il mondo potesse
scrivere un solo messaggio, allora scriverebbe "DESIDERO ESSERE ASCOLTATO". Il
che non significa dichiarare una reale disposizione al dialogo. Sul foglio
inserito nella mia bottiglia c'è scritto questo: "PRIMA DI RISPONDERE, TI
PROVERÒ AD ASCOLTARE".
Quanto si
riconosce nella definizione di "Lady bianca della letteratura italiana" che le è
stata affibbiata?
Per quanto ne so, questa
definizione mi è stata attribuita inizialmente da un critico che avrebbe
espresso sue personali considerazioni sul mio modo di vestire in occasione di
eventi organizzati nell'ambiente letterario. Dal giornale sul quale è stato
pubblicato l'articolo di cui sono oggetto, l'espressione sarebbe stata poi
ripresa da riviste e portali differenti che ho avuto io stessa modo di
consultare. Se, da un lato, non nego la mia preferenza circa il colore che
scelgo per l'abbigliamento che indosserò, dall'altro riconosco di non aver
nemmeno ancora bussato alla porta della letteratura italiana, ma mi auguro che
la definizione che è stata scelta per me sia così di buon auspicio da
potermela, in futuro, realmente meritare.
La libertà è
più una condizione del corpo o dell'anima?
Quando il corpo non è libero,
qualunque sia la sua prigione, le fughe dell'anima saranno pur possibili, ma non
credo durature. Io non so dove sia l'anima di Piergiorgio Welby mentre,
attraverso un computer, invoca il nostro Presidente della Repubblica affinché
gli venga riconosciuta la libertà di morire.
"...sono
sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita. La giornata inizia con
l'allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro
umidificatore e il catheter mounth, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni
tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali,
medicazioni, bevute di pulmocare. La mia patologia si è talmente aggravata da
non consentirmi di compiere movimenti. Mi costringo sulla sedia per assumere,
almeno per un'ora, una posizione differente da quella supina. Tornato a letto,
a volte, mi assopisco, ma mi sveglio spaventato, sudato e più stanco di prima.
Allora faccio accendere la radio, ma la ascolto distrattamente. Non riesco a
concentrarmi perché penso sempre a come mettere fine a questa vita. Guardo la TV
aspettando che arrivi l'ora della compressa del Tavor per addormentarmi e non
sentire più nulla, nella speranza di non svegliarmi la mattina.
Io amo la
vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole
sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti
lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. Io non sono né un
malinconico, né un maniaco depresso - morire mi fa orrore. Ciò che mi è rimasto
non è più vita. Il mio corpo non è più mio."
La domanda la pongo io. Quali
slanci sono in grado di concedersi le anime di ogni Piergiorgio Welby il cui
corpo ha smesso di esserne parte?
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