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INTERVISTA AD
AMANDA NEBIOLO
di Massimo Acciai
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04.08.2007
Cominciamo con i tuoi studi, la tua formazione culturale.
Ho ottenuto il diploma di
maturità in un liceo classico di Torino, quindi mi sono immatricolata alla
Facoltà di Medicina e Chirurgia di Genova e recentemente laureata, a Lugano, in
Scienze della Comunicazione con specializzazione in mass media.
Quando ti sei formata come pittrice? Ti ricordi il tuo primo quadro?
Ho iniziato disegnando le
mie emozioni in un periodo che sarebbe potuto essere di sofferenza. Non lo è
stato, nonostante la perdita di un grande affetto.
Esprimere se stessi
attraverso l'arte è un modo per non pensare. Il tempo, successivamente, provvede
al resto.
Ti
ricordi la tua prima esposizione?
La mia prima esposizione è
stata a Madrid nel 2006, in occasione della Feria de Arte y Antiguedades.
C'è
un'opera che senti come più rappresentativa? Se sì, qual è?
"La Seduttrice", un
dipinto ad olio su canapa. E' appeso ad una delle pareti di casa mia. Ci sono
momenti della giornata in cui la luce che filtra dalle finestre altera il viso
della donna rappresentato sulla tela, rendendone l'espressione demoniaca. Poi la
luce si modifica ed il viso della donna assume nuovamente le fattezze
originarie. E' solo il risultato di giochi di luce, ma attraverso i quali io
vedo ogni giorno i due aspetti dell'anima su un muro.
Qual
è la mole della tua produzione in termini quantitativi? In media quanti quadri
dipingi in un anno?
Ho dipinto negli ultimi
mesi perchè non trovavo l'equilibrio per concentrarmi su altro. Un momento di
crisi ha preso forma. Non durerà. Ho solo bisogno di recuperare un po' di
serenità per poter trascorrere le giornate senza diventare autolesionista.
Quale peso ha il retroterra culturale nella creazione artistica?
Il retroterra culturale si
riflette in ogni aspetto della vita e quindi, per chi si esprime attraverso
l'arte, la stessa produzione artistica ne risulta condizionata.
Quali sono stati i tuoi modelli pittorici, gli artisti che hai amato di più, che
hanno contribuito a formare il tuo stile?
Salvador Dalì. I suoi
quadri ne rispecchiano la testa e, a me, attrae quella. Le sue perversioni, i
suoi eccessi, il disadattamento, le solitudini. A questo si aggiunge la tecnica
e ciò che ne risulta è il suo genio.
Cosa
pensi del rapporto tra la pittura e le nuove tecnologie di comunicazione di
massa? Pensi che Internet possa contribuire a diffondere le opere d'arte, a
farle conoscere ad un pubblico più vasto? Pensi che oggigiorno lo possa fare in
misura maggiore?
Internet è un mezzo di
comunicazione estremamente potente, in grado di amplificare e creare un'eco
intorno a qualunque evento.
Promuovere le proprie
iniziative e diffondere liberamente le opere d'arte è sicuramente diventata una
procedura tanto semplice quanto diffusa.
Le
parole chiave dell'era attuale, battezzata "era digitale" sono: multimedialità,
mass media, integrazione, virtualità. Cosa hanno cambiato le nuove tecnologie
digitali nella creazione artistica, se hanno cambiato qualcosa? C'è un reale
contrasto tra passato e futuro?
La risposta che posso
fornire si basa su un ragionamento logico che chiunque è in grado di elaborare.
La creazione artistica può avvalersi delle nuove tecnologie digitali ed il fatto
è sotto gli occhi di tutti. Questo non esclude che continui a persistere un modo
tradizionale di produrre arte che non sottrae al presente nulla di ciò che è
appartenuto al passato. Sono semplicemente aumentate le possibilità ed i mezzi
attraverso i quali esprimersi.
All'indirizzo
http://www.babelearte.it/tipoartista.asp?arid=1301&lid=
è possibile trovare quattro tue opere molto interessanti:
"Autoritratto" in particolare mi ha colpito per questa interpretazione che dai
di te stessa, con bocche al posto degli occhi, e la didascalia "Il prevalere
della passione sulla ragione".
"Autoritratto" è
l'interpretazione che, in quel momento, davo di me stessa. Oggi il quadro non
sarebbe più lo stesso.
Ho vissuto nell'incoerenza
per oltre un anno, elaborando strategie e comportamenti dettati dall'orgoglio e
puntualmente disattesi dai fatti. L'unico modo possibile per superare davvero
una passione è cederle fino ad esaurirla.
"Lacerazioni" ispira un potente senso di angoscia, di dilemma, non si può fare a
meno di domandarsi quale storia, non raccontata, è implicita nel quadro.
Alla seconda domanda che
mi è stata posta ho risposto: "Ho iniziato disegnando le mie emozioni in un
periodo che sarebbe potuto essere di sofferenza. Non lo è stato, nonostante la
perdita di un grande affetto.
Esprimere se stessi
attraverso l'arte è un modo per non pensare. Il tempo, successivamente, provvede
al resto."
"Lacerazioni" è stato il
mio primo quadro.
Le
persone che hai ritratto sono persone reali?
Le persone che dipingo
sono i miei sentimenti, le mie ossessioni ed i miei desideri.
Quale visione hai della donna?
Dietro la sua complessità,
la donna chiede solo di essere amata.
E la
visione dell'uomo?
Gli uomini dei miei quadri
non hanno volto, ma eleganza.
Non desidero conoscere gli
uomini perchè la conoscenza può condurre, a volte, all'affetto, ma quasi sempre
alla perdita di interesse.
L'eleganza è un modo
educato per imporre il rispetto della distanza.
Progetti
per il futuro.
Voglio potermi concedere
il lusso di continuare a "fermarmi" ogni volta in cui ho bisogno di tempo.
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